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Trincee e postazioni d’artiglieria del Creino

Descrizione

Dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale 1914-1918 la prima linea del fronte dal monte Baldo venne arretrata sul monte Biaena per l’impero austro-ungarico, e per il fronte italiano sul monte Baldo, con Mori inclusa nella cosiddetta terra di nessuno.

La popolazione composta da donne, bambini e anziani dovette in fretta e furia nel 1915 abbandonare le proprie case iniziando un esodo forzato verso la Boemia e la Moravia. Molti degli uomini in guerra mai tornarono. Quando rientrarono nel 1919 trovarono le case distrutte, ma con grande forza di volontà decisero di ricostruire per riprendere la normalità. 

Nell’assetto difensivo dell’esercito austro-ungarico il monte Creino rappresentava un elemento di notevole importanza, sia a livello di “postazione per l’avvistamento” sia a livello di artiglieria pesante, potendo bombardare obiettivi presso i quali era dislocato l’esercito italiano; il lago di Garda, il monte Altissimo, la bassa Val Lagarina ed il monte Zugna.

Nell’autunno 1914 fu eretta una serie di fortificazioni al fine di rendere la Valle di Gresta inespugnabile. Una serie ininterrotta di reticolati, trincee e appostamenti correva dal Rio Gresta su per il fianco del Creino, tagliando trasversalmente la montagna dall’Adige al Garda.

Questo luogo lo incontri lungo la tappa:

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