Santuario dell′Annunciazione della Beata Maria Vergine – Montalbano

Descrizione

Il santuario dell’Annunciazione della Beata Maria Vergine, eretto in località Montalbano, ai piedi del monte Faè sovrastante il paese di Mori, sorge a poca distanza dai resti di Castel Albano, edificio saccheggiato e raso al suolo dalle milizie veneziane nel 1439. La chiesa risale alla metà del XVI secolo, e venne ampliata nel 1795 dall’architetto Domenico Sartori di Castione, per volere del pievano Giacomo Tabarelli de Factis, insegnante di teologia presso il seminario diocesano. Nel 1899 fu restaurata per volontà dell’arciprete Mons. Germano Rossi ed in seguito nel  1957 per volontà di Mons. Cesare Viesi. Luogo particolarmente caro agli abitanti di Mori e ai pellegrini che vi si recano e storicamente legato alla celebrazione di San Giuseppe. La chiesa è caratterizzata dal grande orologio dell’annesso romitorio, visibile dal fondovalle, e dal noto portale ligneo a sei pannelli dello scultore Luigi Bombana. I pannelli mostrano date significative per la storia della chiesa e della comunità moriana: 1556, data della costruzione del Santuario; 5 agosto 1703, data del solenne voto per la salvaguardia del paese durante la campagna militare del generale Vendôme; 1809, opera diplomatica del parroco di Mori don Sardagna per fermare la devastazione di Mori da parte del generale Fontanelli durante la battaglia contro i tirolesi capeggiati da Andrea Hofer; 1855 epidemia di colera con i suoi 225 morti; 1914-18 e 1940-45, le due guerre mondiali. All’interno, si possono osservare tele di soggetto sacro con episodi della vita di Cristo. L’altare maggiore marmoreo, opera del Manentino, risale al 1692; l’altare di San Giuseppe è opera dei Benedetti di Castione (1781), mentre quello di S. Antonio, costruito attorno agli anni ’30, è opera della ditta locale Scanagatta. Il campanile, simile agli altri campanili preesistenti nella borgata, è a cuspide di cotto veronese a bifore romaniche. Il suo maestoso orologio ha un diametro di 4,20 metri. Le campane battono ogni trenta minuti e come da tradizione alle 11.00 di ogni giorno feriale suonano ricordando ai contadini di tornare dai campi per il pranzo. 

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