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Il Cammino di San Rocco attraversa la valle degli orti: la Val di Gresta

Le prime tre tappe del Cammino di San Rocco attraversano un territorio variegato; partendo da Mori a circa 200 metri slm si sale in montagna fino a giungere circa a 1300 metri slm. Il percorso si snoda in ambienti e tracciati completamente diversi tra loro. Si trovano boschi, prati, roccia, sentiero, strada sterrata e asfaltata.
In questa varietà di ambienti il cammino transita nella valle montana denominata Val di Gresta, una valle composta di pianori alternati a boschi che fin da tempi immemori ospita piccole comunità montane dedite all’agricoltura.

Breve storia dell’agricoltura grestana

Nei tempi antichi nella valle venivano coltivate specie erbacee e arboree, quali ad esempio il pero, presente in gran numero e ancora oggi in alcuni esemplari visibili nei bordi dei campi. Pianta vigorosa e resistente al freddo era adatta per la coltivazione in questo clima.
Si coltivavano anche alcuni tipi di cereali per produrre farine, ne sono prova i mulini ad acqua presenti a Ronzo-Chienis, Pannone e Valle San Felice posti lungo il torrente che scorre nella valle, il Rio Gresta.
Ora, e da alcuni decenni, la valle si è scoperta vocata alla coltivazione di ortaggi grazie alla sua posizione geografica vicina al Lago di Garda che le conferisce un clima mite. In particolare a partire dagli anni ’80 si è diffuso il metodo biologico. Grazie a questo metodo produttivo oggi gli ortaggi grestani sono rinomati, ricercati e famosi anche fuori provincia. L’agricoltura biologica conferisce al territorio quella attenzione e salvaguardia dell’ambiente che rende la valle così curata e attrattiva.
Si producono in grandi quantità e con ottimi risultati il cavolo cappuccio, la carota e la patata, ma anche numerosi altri ortaggi quali la rapa rossa, la verza, ortaggi da foglia e il sedano rapa. Col cavolo cappuccio si producono i crauti, salubre alimento ricco di sali minerali.
Oggi l’agricoltura meccanizzata ha ridotto la fatica fisica e garantito maggiori rese, ma, al contempo, ha comportato come risvolto negativo l’abbandono dei terreni più scomodi e impervi che sono di difficile accesso meccanico. E’ così che negli ultimi anni il bosco si è riappropriato di questi ultimi, con possibile conseguente caduta dei muri a secco non manutentati.

Muri a secco patrimonio Unesco

Esempio di muro a secco
Terrazzamenti a Manzano nel periodo autunnale

Il tracciato percorso durante il Cammino attraversa buona parte della valle, nella quale è possibile vedere con i propri occhi il lavoro degli agricoltori, non solo nella produzione di ortaggi, ma anche nella cura del territorio.
Si può dire che qui l’agricoltura ha plasmato il territorio, infatti la valle è disseminata di muri a secco frutto del faticoso lavoro dei contadini.
La creazione dei muri si è resa necessaria per avere a disposizione più superficie agricola, liberando il terreno dai sassi, livellandolo creando così delle superfici orizzontali più comode da coltivare. La tecnica ha creato il cosiddetto terrazzamento con muri a secco, caratteristica per la quale la valle è famosa e fotografata.
Nel 2020 grazie all’operato del progetto Terre di Gresta, nato dal basso da alcuni attori della comunità grestana e supportato da istituzioni, aziende agricole e cooperative, si è raggiunto l’obiettivo di ottenere il riconoscimento come Paesaggio Rurale Storico e l’iscrizione nel relativo Registro Nazionale.
Importante traguardo!

Biodistretto Val di Gresta

Un’altra particolarità che contraddistingue la Val di Gresta è stata la volontà di sviluppare un distretto biologico. Con questa terminologia si intende un territorio delimitato geograficamente nel quale si riconosce l’importanza della coltivazione biologica, la si sviluppa e la si sostiene in tutti gli aspetti. Grazie al lavoro di un team di persone che si sono spese per l’intera valle, nel 2014 è stato istituito il primo distretto biologico del Trentino, per l’appunto il Biodistretto Val di Gresta.
Per celebrare questo avvenimento nel 2020 è stata pubblicata una guida al Biodistretto, edita da Cierre Grafica (VR), completa di storia, mappe, luoghi, accoglienza sul territorio e dove trovare i prodotti orticoli locali. La sua realizzazione è stata possibile grazie al lavoro dei Comuni coinvolti e della APT Rovereto e Vallagarina

Dove acquistare prodotti agricoli locali

La maggior parte degli agricoltori si sono associati in una cooperativa, il Consorzio Ortofrutticolo della Val di Gresta, che ha sede a Ronzo-Chienis, termine della prima tappa del cammino e partenza della seconda. La nascita del Consorzio ha sicuramente favorito lo sviluppo dell’agricoltura a fini commerciali, compito difficile per le singole aziende agricole. Il Consorzio dispone di un punto vendita per i prodotti agricoli e anche di uno di scorte agrarie, dove gli stessi agricoltori e anche i privati possono acquistare quanto necessario per l’orto (piantine, attrezzi, ecc). Il punto vendita si trova in via Longa 86 a Ronzo-Chienis.
Alcuni agricoltori hanno invece scelto di proseguire in autonomia, facendo vendita diretta presso i mercati locali (Mori, Rovereto, Arco), direttamente nella sede aziendale o in negozi e ristoranti.

Molto gettonata è la Biocesta, proposta sia dal Consorzio sia dalle aziende agricole che operano fuori Consorzio. Si tratta di una cassetta con ortaggi di varietà diversa secondo la stagionalità, buona soluzione per chi vuole acquistare diversi ortaggi insieme con possibilità di scelta del punto di ritiro o, in alcuni casi, consegna a domicilio.

Esempio di Biocesta

Si consiglia di visitare questo canale Youtube che permette di conoscere alcune piccole realtà agricole della Val di Gresta raccontate del giornalista Walter Nicoletti, volto noto al pubblico di provincia per le sue interviste che con maestria mostrano la ricchezza delle nostre montagne e del nostro territorio.

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